L’assistenza di prossimità

Tra la piena autonomia e la non autosufficienza esiste un’ampia area di bisogni che spesso rimane senza una risposta organizzata.

Molte persone, soprattutto anziane, vivono autonomamente nella propria casa, ma possono incontrare difficoltà nella vita quotidiana: fare la spesa, procurarsi i farmaci, affrontare una visita, gestire una pratica o, semplicemente, avere qualcuno a cui rivolgersi.

Non sono necessariamente bisogni sanitari. Tuttavia, se si sommano alla solitudine e alla mancanza di una rete vicina, possono compromettere progressivamente l’autonomia, la qualità della vita e, nel tempo, anche la salute.

È in questo spazio che si colloca l’assistenza di prossimità: una forma di sostegno leggero, continuativo e non invasivo, capace di intercettare precocemente le fragilità e di offrire risposte proporzionate alla situazione della persona. Non è una singola prestazione, ma una rete coordinata composta da:
• una figura di riferimento vicina alla persona;
• volontari e risorse solidali del territorio;
• occasioni di incontro e socializzazione;
• collegamento con i servizi sociali, sanitari e sociosanitari quando necessario.

L’assistenza di prossimità non sostituisce i servizi professionali o istituzionali. Opera prima e accanto ad essi, sostenendo l’autonomia della persona e favorendo un accesso più tempestivo e appropriato alle risorse del territorio.

Talvolta definita dalla stampa “badante di quartiere”, l’assistenza di prossimità ha in realtà una funzione più ampia e diversa: non sostituisce la badante né i servizi professionali, ma costruisce intorno alla persona una rete stabile di riferimento, prevenzione e supporto.

È con questo modello che stiamo sviluppando l’esperienza di SARAinsieme nel quartiere Conca d’Oro di Roma.